Nella notte del 26 settembre è venuto a mancare l’avv. Giuseppe Pennisi, il nostro consulente
legale, protagonista, da sempre, di innumerevoli casi di contenzioso e di assistenza legale che
hanno interessato più generazioni di dirigenti scolastici della Lombardia. Una notizia che ha
prodotto in chi gli è stato amico un dolore profondo, che non si attutisce con il passare dei giorni,
ma che continua a richiamare alla mente i tanti momenti delle vicende vissute insieme, nella
comune volontà di stare vicino ai colleghi, di aiutarli nei momenti difficili, di tutelarne il ruolo e i
diritti.
Ebbi occasione di incontrarlo la prima volta sul finire degli anni ’80, in occasione di un corso di
formazione organizzato dall’ANP di Varese, che allora muoveva i suoi primi passi, e da quel
momento in avanti nacque e si consolidò nel tempo un’amicizia profonda, che si è andata
consolidando nei tanti anni di lavoro comune. Lo ebbi al fianco quando fui chiamato ad assumere
la presidenza della struttura ANP di Varese e lo ebbi ancora al fianco quando fui eletto alla
presidenza della Struttura regionale della Lombardia, e accettò di proseguire il suo servizio di
assistenza legale ai soci, affiancato dalla collega Clara Rodella nel lavoro di coordinamento. Lui
c’era sempre, indipendentemente dai suoi molteplici impegni giudiziari o accademici, e se era
necessario saliva sul primo treno e arrivava appena possibile a Milano, senza risparmiarsi. Fece la
stessa cosa anche in occasione di un suo ricovero ospedaliero, quando per assistere in una causa
una collega non esitò a firmare le dimissioni dall’ospedale e a farsi accompagnare in auto dal figlio
da Roma a Milano in tempo per presenziare all’udienza. Questo era Giuseppe Pennisi.
Non tutti hanno avuto la possibilità di conoscerlo a fondo. Anzi, a volte qualche collega si è
risentito per i suoi modi “bruschi”, non capendo che i suoi erano i richiami di un “maestro” che
non tollera che i suoi allievi commettano degli errori, erano richiami alla responsabilità di fare
bene, alla capacità di interpretare il proprio ruolo con tutta l’autorevolezza e la saggezza
necessarie.
In lui questa autorevolezza era innata, come tanti colleghi hanno avuto modo di verificare e come
hanno riconosciuto in questi giorni tutti i rappresentanti dell’amministrazione scolastica regionale
che hanno avuto occasione di incontrarlo e di apprezzarne le competenze giuridiche e lo spessore
della sua lunga esperienza professionale. Una testimonianza di stima che mi ha fatto molto
piacere.
La nostra storia associativa andrà comunque avanti anche senza di lui, ma non deve essere
dimenticata la sua lezione e la sua testimonianza di una vita interamente dedicata alla scuola e a
chi ne garantisce quotidianamente il suo funzionamento. Nel salutarlo per l’ultima volta nella
camera ardente allestita nel suo studio di Roma ho sentito di dovergli lasciare questa promessa e,
insieme, ho sentito il dovere profondo di ringraziarlo a nome di tutti i colleghi della Lombardia.

Massimo Spinelli

In memoria di un amico

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